Nei giorni scorsi siamo stati ospiti del ristorante Très Bien di Osio Sotto dove, grazie ad una collaborazione con Anesa, si sono svolte due serate di degustazione birra.

La prima serata ha visto come protagoniste due birre austriache ed una inglese.

Le birre austriache che ci sono state servite sono prodotte dal rinomato birrificio Hirter. Fondato nel 1270, è considerato un produttore storico e uno dei più antichi birrifici austriaci che sorprende per le sue birre che non vengono mai pastorizzate.

La Hirter Kellermeister Biologica

La prima proposta è stata la Hirter Kellermeister Biologica. Biologica al 100% e naturalmente torbida viene ottenuta con soli malto d’orzo e di grano e luppoli provenienti da coltivazioni biologiche austriache e viene prodotta a bassa fermentazione. Birra dall’ottima beva che ti invoglia a berne sempre più. Ottimo il perlage fine, dai profumi lievemente fruttati e maltati, delicata ed armonica si conferma un’ottima birra da aperitivo grazie anche alla sua modesta gradazione alcolica (4,8%).

La Hirter 1270

Di tutt’altra fattura è la Hirter 1270, il nome ovviamente riporta all’anno di fondazione dell’azienda. Birra anch’essa non pastorizzata e prodotta a bassa fermentazione, deve il suo particolare colore ramato all’utilizzo di malti leggermente tostati che influenzano sia il colore che il sapore della birra oltre che ad una lunga e meticolosa maturazione. Resta comunque una birra limpida e beverina con una gradazione alcolica di 4,9% dove i profumi di cereale tostato, malto caramellato e prodotti da forno corrispondo perfettamente con il gusto che troviamo alla beva resa più fresca da una leggera punta di luppolo che dona un ottimo equilibrio.

Questa è stata servita con un risotto radicchio e scamorza: un abbinamento vincente sotto tutti gli aspetti dove l’affumicato della scamorza e l’amarognolo del radicchio si legano perfettamente con la freschezza donata dal luppolo e il leggero finale amaricante della birra.

La Innovation IPA di Adnams

Abbiamo terminato la degustazione con una birra di tutt’altra fattura. La Innovation IPA di Adnams. Birra londinese dove IPA sta per Indian Pale Ale. La storia che si cela dietro questa tipologia di birra inizia durante le prime colonizzazioni inglesi in India. Birra prodotta per il consumo dei sudditi inglesi in India, essendo il luppolo un grande conservante naturale, veniva prodotta con una grande aggiunta di quest’ultimo appunto per conservarla al meglio durante la lunga traversa oceanica per raggiungere le colonie. Risulta una birra dal colore tendente all’ambrato è prodotta ad alta fermentazione. I sentori agrumati e freschi si miscelano alla perfezione con i sentori luppolati per creare una birra dal gusto amaricante data dalla forte presenza di luppoli ma comunque equilibrata da una nota fresca che rende la beva piacevole e dissetante.

Il filetto di maialino

Una piacevole sorpresa che si abbina alla perfezione con il filetto di maialino che ci è stato servito in abbinamento.

La nostra prima serata di degustazione birra si conclude così. Organizzata decisamente nel modo migliore grazie anche alla collaborazione con Anesa che si pone sempre in prima linea con persone competenti e preparate che riescono a rendere questo mondo ancora più interessante.

La birra austriaca Hirter

Un ringraziamento speciale va a Kevin del ristorante Très Bien che ci ha voluto ancora come suoi ospiti per queste due serate incentrate sulla storia e sulla produzione della birra.